Canavese: dopo l’elezione del Cda Consorzio Ambiente arrivano i veleni

Canavese

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24/07/2015

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Molti sindaci vicini al centrosinistra, piuttosto che votare la lista unica del Pd, si sono coalizzati per eleggere Puglisi del centrodestra

Per prevedere che, dopo il risultato dell’elezione del consiglio di amministrazione del Consorzio Canavesano Ambiente, si sarebbe arrivati ben presto alla resa dei conti, non occorre essere dei veggenti.

I presupposti d’altro canto c’erano tutti: il blocco eporediese (vincente) da un lato e dall’altro quello alto-canavesano (sconfitto). Altro che fare sistema, ragionare come un’unica area omogenea, mettere in soffitta i campanilismi. Il potere è potere e per dirla alla Giulio Andreotti, uno che di queste cose se ne intendeva “il potere logora chi non ce l’ha”.

Alla fine bisogna considerare un dato di fatto: la lista unica proposta dal sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa, se ne è uscita a testa bassa, anche il primo cittadino eporediese comunque, ha portato a casa quattro poltrone su cinque (la quinta è andata a Marco Puglisi votato dal centrodestra). Il dissenso contro il partito unico, il Pd rappresentato proprio da Della Pepa, è esploso come una bomba a orologeria.

Serafino Ferrino, sindaco di Favria, è uno di quelli che non manda certo a dirle: Carlo Della Pepa è arrivato con una lista unica dei nomi da votare e la cosa non è proprio andata giù a tanti. Il territorio non si amministra applicando le disposizioni della segretaria Dem. E lo dimostra il fatto che diversi sindaci vicini al centrosinistra, hanno comunque votato il candidato proposto dal centrodestra.

Il messaggio è il seguente: non si può dividere il territorio tra chi ha la tessera Pd e chi no. E c’è chi rincara la dose: il consigliere di Traversella Marco Puglisi è comunque una persona preparata e gli ordini della segreteria non sono ben visti da queste parti. La partita aperta era tra il territorio e il partito (il Pd). E, com’è evidente, ha vinto il territorio. Adesso, dopo aver lanciato un equivocabile segnale politico, i sindaci canavesani sono ben disposti a ragionare e fare squadra. Ragionando però, ovviamente, con la propria testa e in base alle necessità dei loro amministrati. Punto.

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