Canavese: dopo la morte della bimba di due mesi, l’Asl ha bloccato i lotti del vaccino esavalente

Lemie

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26/05/2016

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Magistrati e carabinieri stanno interrogando la madre della bimba e alcuni testimoni per raccogliere elementi utili all'inchiesta

La morte improvvisa della bimba di soli due mesi avvenuta all’alba di mercoledì 25 maggio la notte scorsa a Lemie, piccolo comune delle Valli di Lanzo, è al centro delle indagini coordinate dal sostituto Giuseppe Drammis della procura di Ivrea. Il pomeriggio precedente al decesso, scoperto dalla madre, di origine nigeriana, la piccola Steffy era stata sottoposta come prevede il protocollo alla vaccinazione esavalente più pneumococco. Oltre a questo le era stato inoculato l’antirotavirus perchè nata prematura. La procura ha disposto l’autopsia che sarà eseguita dal medico legale Roberto Testi.

L’Asl To4 di Ivrea, Chivasso e Ciriè ha, in via prudenziale bloccato i lotti del vaccino. Una decisione che la direzione generale che quella sanitaria, hanno deciso di assumere autonomamente rispetto alle procedure standard. L’esame autoptico dovrà fare luce sulle reali cause del decesso ma, nel frattempo, l’azienda sanitaria, in considerazione del fatto che la bimba è morta a meno di 24 ore dall’inoculazione del vaccini (anche non è stato stabilito nessun nesso di causalità), l’azienda sanitaria ha autonomamente aperto una procedura di segnalazione di “evento avverso”, prevista dal sistema nazionale di farmaco vigilanza preposto a raccogliere tutte le informazioni su tutte le ipotetiche reazioni negative all’assunzione dei farmaci, decessi compresi.

I controlli effettuati dal Servizio regionale di di riferimento di Epidemiologia per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e dal medico responsaqbile della farmaco-vigilanza locale, hanno finora dato esito negativo. L’ipotesi più probabile che la bimba di due mesi sia stata uccisa dalla “sindrome improvvisa del lattante”. Una prima sommaria ricognizione effettuata dal medico legale sul cadavere di Steffy non ha evidenziato segni o lesioni di percosse e ha escluso che la bimba possa essere stata schiacciata dal peso del corpo della madre perchè non dormiva accanto a lei, ma in una piccola culla collocata accanto al letto. Potrebbe essere stata invece la “famigerata” Sids, la sindrome di morte improvvisa che, in Italia, colpisce trecento lattanti ogni anno. Nelle prossime ore carabinieri e magistrato sentiranno in qualità di testimoni la madre e tutte le persone che potranno fornire dettagli utili all’indagine giudiziaria.

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