Canavese: condannato per violenza sessuale sulla figlia di 6 anni, assolto dai giudici in Appello

17/10/2019

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In primo grado l'uomo era stato condannato a otto anni e nove mesi. I giudici della Corte d'Appello lo hanno assolto perché il fatto non sussiste

Era stato condannato a scontare una pena di otto anni e nove mesi ma i giudici della Corte d’Appello di Torino hanno ribaltato la sentenza di primo grado e hanno assolto con formula piena un uomo di 55 anni residente in un comune dell’Eporediese accusato di aver stuprato la figlia di soli 6 anni. L’imputato si era sempre proclamato innocente ma la testimonianza della bambina lo aveva inchiodato.

Le presunte violenze sarebbero iniziate nel 2003: la procura di Ivrea accusò l’uomo di aver violentato la figlia e di averla obbligata a compiere giochi sessuali. La vicenda emerse otto anni dopo, nel 2011, quando dopo essere stata affidata a una comunità si confidò, quando era ormai adolescente, attribuendo al padre i presunti abusi sessuali.

Gli avvocati difensori dell’imputato hanno sempre puntato il dito su quello che hanno definito un racconto contradditorio e disseminato di lacune, sollevando dubbi sulla facoltà dell’adolescente di testimoniare. Eppure, nel processo penale di primo grado i giudici eporediesi le avevano creduto, condannando il padre a una pena pesante.

L’impugnazione della sentenza di primo grado ha sortito l’effetto di smontare le orribili accuse. I giudici hanno accolto la testi difensiva e assolto il presunto “padre-orco” perché il “fatto non sussiste”.

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