Canavese, ai funerali compaiono “Gli angeli”: le “portantine” donne prime in tutta Italia

Canavese

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21/02/2017

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In un mondo prettamente maschile, come quello delle cerimonie funebri, debuttano quattro giovani donne che si sono reinventate una professione

I repentini mutamenti che riguardano il mondo del lavoro costringono a usare la creatività e l’inventiva per trovare nuove occasioni di lavoro, soprattutto per quanto concerne i giovani: è questo che ha convinto quattro giovani donne (le prime in Italia) a intraprendere la professione di “portantina” in occasione delle cerimonie funebri. Le donne si affacciano in un mondo generalmente dominato dagli uomini, prestanti, azzimati e in rigoroso abito scuro.

Chiara Boltri, Evelyn Marascio, Jessica Pizzinga e Daniela Trifan, da un anno si sono messe a disposizione di alcune imprese di onoranze funebri che operano in Canavese, nel Chivassese e nel territorio Torinese.

Spiegano con orgoglio le “portantine”: “Il rito funebre, proprio per la sua natura non è una occasione di gioia , pertanto tutto quello che può attutirne l’impatto è cosa gradita. Molto negli ultimi anni è stato fatto in tema di sensibilità con una maggior cura nel trasporto, negli addobbi, nelle partecipazioni e così via, anche se ovviamente la gravità del momento rimane”.

Un debutto inizialmente salutato con una certa diffidenza che il coraggio di questa quattro donne ha sbaragliato con una notevole dose di nonchalance, dimostrando di poter lavorare come e quanto gli uomini, trasferendo la maggiore sensibilità e credibilità in un settore rigidamente dominato dalla figura maschile.

Il gruppo delle quattro portatine è stato denominato “Gli Angeli” e si è guadagnato la stima e la giusta considerazione degli impresari e dei parenti dei defunti che le hanno ingaggiate. Questo e l’unico gruppo di donne in attività nel settore delle onoranze funebri in tutta Italia.

In tutti i servizi sinora svolti hanno ricevuto complimenti e ringraziamenti per la serietà ed affidabilità, la forza e il coraggio , ma soprattutto per il loro modo riservato di operare (in silenzio e quasi invisibili, a concreta dimostrazione che il sesso debole all’occorrenza tanto debole non è.

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