Canavese: a febbraio la sentenza sull’arbitrato Asa. Se sarà sfavorevole chi pagherà i 50 milioni?

Canavese

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26/12/2015

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Le amministrazioni interessate potrebbero essere chiamate a sanare il prima persona la voragine di bilancio. Si profila il rischio default

A rilanciare lo “scottante” tema dell’arbitrato Asa di Castellamonte è il sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto. Entro il prossimo mese di febbraio è attesa la sentenza del giudice del tribunale di Ivrea e più di un comune inizia già a pensare, in caso di sentenza sfavorevole,  a come riuscire la fronteggiare il pagamento della propria quota di debiti dovuti al fallimento del consorzio che gestiva, tra le altre attività, la raccolta e smaltimento dei rifiuti per 51 comuni canavesani. Sulle amministrazioni socie dirette e indirette pende la spada di Damocle di un “buco” di oltre cinquanta milioni di euro da colmare.

Una versa debàcle per una pletora di amministrazioni comunali che sono alle prese con bilancio più che risicati. “Penso che in caso di sentenza sfavorevole da parte della magistratura il problema rischia di trasformarsi in una tragedia economica di ampie proporzioni – afferma il primo cittadino di Cuorgnè -. Indipendentemente dai ricorsi che verranno fatti in caso di sentenza sfavorevole da parte del tribunale di Ivrea, è innegabile che il problema esiste e che andrebbe affrontato a livello territoriale”. Per le amministrazioni comunali maggiormente esposte, il rischio default potrebbe essere una realtà più che concreta qualora dovesse trovarsi dover pagare un debito consistente. Qualche esempio su tutti: : Ozegna dovrebbe versare 400mila euro, Feletto 800mila. Cifre che si avvicinano alla consistenza dell’intero bilancio comunale.

Forse i comuni che fanno parte dell’Area Omogenea del Canavese Occidentale, e tra loro la maggior parte erano diretti e indiretti del consorzio, dovrebbero dare vita ad un confronto e a una strategia comune. Perché prima o poi, il grave problema economico dovrà essere affrontato e risolto per evitare che la “voragine” Asa debba in seguito pesantemente gravare sulle spalle dei cittadini.

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