Caluso: l’Erbaluce, eccellenza enologica canavesana, ritorna alla ribalta internazionale

Caluso

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28/05/2016

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Il vigneto sta conoscendo una nuova stagione. Europa e Stati Uniti riscoprono una delle eccellenze prodotte dal territorio. Torino ha ospitato l'Erbaluce Day

L’Erbaluce di Caluso. Una delle eccellenze enologiche non soltanto piemontesi, ma italiane, conosciuta e richiesta anche nei mercati internazionali, in particolar modo quello statunitense. In questi ultimi anni il vitigno Erbaluce è oggeto di una meritata rivalutazione. Il bianco per eccellenza, prodotto nel cuore del verde Canavese, rappresenta oltre il 47,28% della produzione enologica della provincia, con 1 milione 260mila bottiglie prodotte con la vendemmia 2015 per un valore di circa 10,4 milioni di euro. I quantitativi di uva raccolta si attestano su quasi 14mila quintali, pari a 9.500 ettolitri destinati alla produzione di bianco fermo, spumante e passito. Sono i dati presentati da Confagricoltura Torino nel tradizionale appuntamento annuale dedicato alla docg, che ha avuto luogo presso il “Turin Palace Hotel”,  dove, sui banchi d’assaggio erano presenti circa 40 vini Erbaluce prodotti dalle aziende aderenti alla Confagricoltura: “Cantina della Serra” (Piverone), “Cieck” (San Giorgio Canavese), “Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso” (Caluso), “Ferrando” (Ivrea), “Fontecuore” (San Giorgio Canavese), “Giacometto Bruno” (Caluso), “Gnavi Carlo” (Caluso), “La Masera” (Piverone), “Orosia” (Bollengo), “Orsolani” (San Giorgio Canavese), “Podere Macellio” (Caluso), “Santa Clelia” (Mazzè).

L’appuntamento ha permesso di presentare il vino nuovo e di degustare anche le versioni spumante metodo classico e passito di diverse annate che entrano ora in commercio. La degustazione tecnica curata da Mauro Carosso, responsabile nazionale della didattica dell’Associazione Italia Sommellier, ha messo in luce le caratteristiche dell’Erbaluce comparandole a quelle di altri bianchi piemontesi da vitigni autoctoni. E’ emerso un quadro che conferma il Piemonte come regione di sorprendenti vini bianchi, oltre che di grandi rossi. La maggior parte dell’Erbaluce di Caluso è prodotto nella versione ferma, ma il consumatore inizia a premiare anche lo spumante metodo classico. Rinnovato interesse anche per il passito, che si fa spazio come ideale abbinamento di formaggi erborinati oltre che della tradizionale pasticceria secca. “Sul fronte dei mercati – spiega il direttore di Confagricoltura Torino, Ercole Zuccaro – quello interno supera l’80% della produzione. L’export si concentra principalmente su Germania e Stati Uniti, con piccole performances incoraggianti in altri Paesi”.

“Ci sono spazi di miglioramento – ha aggiunto il presidente del Consorzio Caluso Carema Canavese, Gian Luigi Orsolani – insistendo con la promozione del vino e del territorio di produzione sfruttando le misure messe a disposizione dai bandi comunitari. Le degustazioni all’estero stanno dando ottimi riscontri da parte degli assaggiatori professionisti e del pubblico: dobbiamo continuare in questa direzione”. L’Erbaluce Day di Confagricoltura si è arricchito quest’anno con l’annullo filatelico dedicato alla docg, realizzato da Poste Italiane in collaborazione con il Consorzio Caluso Carema Canavese e ospitato proprio al Turin Palace Hotel. L’immagine per l’annullo è stata messa a disposizione gratuitamente da Confagricoltura e rappresenta la Mole Antonelliana, simbolo di Torino, che specularmente diventa un calice di Erbaluce. Il logo, ideato da Overmind, accompagna da tempo le iniziative di Confagricoltura dedicate a questo vino.

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