Caluso: coppia di coniugi era accusata di una truffa di oltre 500 mila euro. Assolta dal giudice

Caluso

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19/05/2016

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Un'imprenditrice aveva acquistato tre alloggi in un immobile, di proprietà della coppia, dove l'imprenditrice intendeva avviare un Centro benessere. L'edificio era poi stato pignorato dalla banca

Erano accusati di aver messo a segno una truffa da ben 550 mila euro, ma al termine del processo sono stati assolti da ogni accusa. Luigi Barbero e la moglie Carla Actis Caporale, residenti a Caluso, possono adesso tornare a respirare. La coppia era finita nei guai dopo la denuncia presentata ai carabinieri da un’imprenditrice che aveva l’intenzione di avviare un centro benessere a Caluso. I fatti risalgono al 2013: la donna, quando si è resa conto che gli appartamenti  che aveva acquistato per avviare la nuova attività, non le venivano consegnato si è rivolta alle forze dell’ordine.

Nel corso della sua requisitoria, il pubblico ministero ha sottolineato il fatto che la donna conosceva gl’imputati, titolari di una società edile, già nel 2008. Alla coppia si era rivolta a quel tempo per acquistare due appartamenti situati all’interno di un fabbricato in corso di ristrutturazione. Per quell’acquisto la donna aveva consegnato agli imputati 400mila euro. Quando si è resa conto dopo molte insistenze che i locali non gli venivano consegnati, l’imprenditrice ha chiesto spiegazioni. I coniugi hanno giustificato la mancata consegna dei tre alloggi a causa di una grave crisi di liquidità che non consentiva loro di proseguire con i lavori preventivati. Per onorare il loro impegno, le avevano proposto di acquistare un terzo appartamento al prezzo scontato di 150 mila euro in luogo dei 200 mila richiesti.

La donna aveva accettato, ma in seguito l’immobile è finito all’asta. Di diverso avviso, rispetto all’impianto accusatorio, è stata Debora Lazzaro, avvocato della coppia: il legale ha sostenuto in aula che non vi è stato alcun raggiro, ma soltanto un mero inadempimento contrattuale causata dalla crisi economica che ha pesantemente penalizzato il comparto dell’edilizia. Il legale ha sottolineato che sul contratto di acquisto firmato dall’acquirente, era ben specificato che sull’immobile gravava un mutuo fondiario che, in caso di mancato pagamento, sarebbe stato ipotecato. Quando la presunta truffata, aveva acquistato il terzo alloggio, l’edificio non era ancora stato pignorato dato che l’istituto bancario lo ha acquisito soltanto nel 2013. Il giudice ha accolto la tesi difensiva e ha assolto Luigi Barbero e Carla Actis Caporale dall’accusa di truffa.

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