In calo i casi di tumore in tutta la Regione. L’assessore Saitta: “La prevenzione arma efficace”

Canavese

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14/03/2019

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Sono 280 mila i cittadini che vivono dopo la scoperta della malattia, un dato in costante aumento: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 63% fra le donne e il 53% fra gli uomini, in linea con la media nazionale. Avviato il piano per la riduzione delle liste d’attesa e un programma straordinario di assunzioni

Per la prima volta in Piemonte si registra un calo delle nuove diagnosi di tumore: nel 2018 sono stati stimati 30.850 casi, 50 in meno rispetto ai 30.900 del 2017 (erano 30.700 nel 2016 e 28.128 nel 2015). Il tumore più frequente è diventato quello della mammella: nel 2018 sono stati stimati 4.350 nuovi casi (erano 4.200 nel 2017); seguono il cancro del colon-retto (4.050, erano 4.350 nel 2017), che nel 2017 era il più diagnosticato, e del polmone (3.450, erano 3.500 nel 2017). Sono 280.000 i cittadini che vivono dopo la scoperta della malattia, un dato in costante aumento: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 63% fra le donne e il 53% fra gli uomini, in linea con la media nazionale.

È la fotografia in tempo reale contenuta nel volume “I numeri del cancro in Italia 2018”, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), da Fondazione Aiom e Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), presentato l’8 marzo a Torino nella sede della Regione.

Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, ha sostenuto che il Piemonte “è una delle regioni al vertice delle graduatorie nazionali per la qualità dell’assistenza, in base alla griglia dei Lea. In particolare, fra gli indicatori estremamente positivi, vi è proprio l’incremento dei test di screening per cervice uterina, mammella e colon-retto. Il Piemonte ha inoltre una consolidata tradizione nel campo della prevenzione oncologica, con il programma Prevenzione Serena che ha una storia di successo di oltre 20 anni. Per mantenere questi livelli di eccellenza abbiamo avviato il piano per la riduzione delle liste d’attesa ed un programma straordinario di assunzioni del personale dopo anni di blocco del turnover per i vincoli del piano di rientro. L’attività di cura dei tumori delle strutture sanitarie piemontesi è stata rafforzata, con l’obiettivo di aumentare la quantità di prestazioni e ridurre la mobilità passiva”.

“A dicembre 2018 abbiamo destinato 7 milioni di fondi già previsti per le strutture private accreditate, quelle strutture come l’Irccs di Candiolo, il Gradenigo ed il Cottolengo di Torino, che sono in grado di garantire competenze specifiche elevate per la cura delle patologie tumorali e che svolgono un ruolo di riferimento all’interno della rete oncologica regionale – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità -.  Le azioni di riduzione della spesa farmaceutica attraverso le gare e la concorrenza hanno determinato nel 2018 risparmi per oltre 40 milioni, che ci consentono di investire nell’acquisto di farmaci oncologici innovativi: un modello virtuoso che potrebbe essere replicato da tutte le Regioni con vantaggi enormi per la salute e la spesa pubblica”.

Alla presentazione della pubblicazione sono intervenuti Silvia Novello, del direttivo nazionale Aiom, Paolo Costiero, consigliere nazionale Airtum, Patrizia Racca, coordinatore Aiom Piemonte e Valle d’Aosta, Livia Giordano, del Dipartimento Epidemiologia screening Città della Salute e della Scienza di Torino, Oscar Bertetto, direttore della Rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, Giorgio Scagliotti, direttore di Oncologia medica presso l’Università di Torino.

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