Busano: meno rifiuti si producono e più si paga. Il Tar respinge il ricorso presentato dal Comune

03/03/2016

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Il Tribunale non ha accolto le argomentazioni dell'Amministrazione, che lamentava l'assenza di una ragionevole ripartizione dei costi tra i comuni

Il sindaco di Busano Giambattistino Chiono dovrà, suo malgrado, rassegnarsi: il ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) dall’amministrazione comunale contro gli aumenti delle tariffe causato dal passaggio delle competenze per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti dall’ex Consorzio Asa al Consorzio Canavesano Ambiente, non è stato accolto. Non solo: la motivazione del rigetto è da addebitarsi, secondo i giudici amministrativi ad un “ricorso infondato e con motivazioni evanescenti”. E’ raro che il Tar sia così tranchant nel respingere i ricorsi. Ma in questo caso non ha esitato. Il problema non riguarda soltanto il comune di Busano: in diversi altri piccoli centri urbani, l’affidamento del servizio della raccolta rifiuti alla società Teknoservice ha determinato sensibili aumenti a fronte di una riduzione della produzione di rifiuti. Per quale ragione dobbiamo pagare di più se produciamo meno immondizia?

Il ragionamento del sindaco Giambattistino Chiono non fa una grinza eppure i magistrati amministrativi non hanno seguito la medesima linea di pensiero, rimarcando il fatto che i conti presentati dal CCA sono corretti così come corretti sono gli aumenti applicati. Ma Giambattistino Chiono, sindaco e amministratore di grande esperienza, superato il primo momento di costernazione ha deciso di non arrendersi. Il Tar ha emesso una sentenza negativa? Non importa. Il comune si rivolgerà alla Corte dei Conti se il Consorzio presenterà ai sindaci il piano finanziario redatto sulla falsariga di quello contestato nel ricorso respinto. I numeri parlano chiaro: ogni anno i comuni che facevano parte dell’ex consorzio Asa, versano nelle casse della società appaltatrice del servizio ben otto milioni di euro. Non esiste una matematica ripartizione tra i comuni e questa constatazione costituiva la motivazione del ricorso che il Tar ha inspiegabilmente respinto.

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