Busano: lo straziante dolore di Arvan, il cane che amava sopra ogni cosa il suo padrone Fulvio Doglio

Busano

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12/05/2019

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Scrive Giorgio Cortese: "Ricordiamoci sempre che la fedeltà di un cane è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con una creatura umana"

L’impressione relativa alla prematura scomparsa di Fulvio Doglio, presidente onorario del Gruppo di Busano della Fidas è ancora vivo in paese. L’amico Giorgio Cortese nel suo blog, scrive con commozione anche di Arvan che, per anni è stato il fedelissimo Golden Retriver compagno di Fulvio che era non vedente. Nel corso del funerale Arvan ha mugolato per tutta la funzione religiosa e strofinava il muso contro la bara, quasi a voler quella carezze che adesso non avrà più.

Un gesto di fedeltà e di grande affezione che non solo commuove ma che fa riflettere. Scrive Giorgio Cortese, presidente della sezione Fidas di Favria:

“Recentemente è mancato un grande uomo, una persona speciale, impegnato nel volontariato prima come Fidas Presidente onorario del Gruppo di Busano, musico eccezionale prima nei Falchi d’Oro, poi con la Bonard Grup, amico dei bambini, sempre disponibile con tutti. Al funerale di Fulvio Doglio, alcune persone presenti sono rimaste colpite dall’atteggiamento, meglio dalla prova di fedeltà del suo cane, Arvan, un maschio Golden Retriver, che mugolava e si strofinava intorno alla bara. Il cane per Fulvio era essenziale in quanto cieco. Fulvio della mancanza della vista non ne aveva mai fatto un dramma con il suo carattere solare e disponibile verso il prossimo. Il cinema, la letteratura e persino la mitologia ci hanno presentato innumerevoli storie di cani fedelissimi al proprio padrone. La storia di Argo, il cane ormai vecchio di Ulisse che al ritorno del padrone ad Itaca dopo molti anni è il primo a riconoscerlo e muore dalla troppa gioia, ed è una testimonianza del fatto che gli antichi già conoscessero le doti della specie canina. Poi storie vere, come quella di Hachiko e di molti altri, ci hanno commosso e stupito non meno delle leggende. Ecco la figura del cane Arvan e prima dell’amata Berenice, sempre fedeli e vicini a Fulvio. Arvan ci insegna con il suo gesto di fedeltà verso il compianto Fulvio che la riconoscenza è una malattia del cane ma purtroppo non trasmissibile a noi esseri umani. Già il nome Arvan evoca, per delle popolazioni delle steppe asiatiche la parola vuole dire orzo, che è alla base della loro alimentazione ma in sanscrito vuole dire cavallo. Ecco, permettetemi di immagine l’evocazione di immagine del cavallo che in vita ha sempre guidato Fulvio come un gentiluomo, in maniera sincera, senza mentire, ingannare o tradire, ma con generosità, altruismo e fiducia nel suo padrone. Adesso Fulvio sei in Paradiso nella gloria di Dio già in compagnia di Berenice con la quale fate delle lunghe passeggiate e allieti con la Tua musica il Paradiso e penso che alla fine del suo percorso terreno anche Arvan Ti raggiungerà. Ricordiamoci sempre che la fedeltà di un cane è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con una creatura umana”.

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