Bus elettrici cinesi? La Fim-Cisl: “Meglio costruirli a Bairo dove già si realizzano le Blue Car”

Bairo

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29/10/2016

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Il dirigente sindacale di Torinoe Canavese dà fuoco alle polveri: manca il lavoro e si pensa di acquistare prodotto stranieri?

Autobus elettrici costruiti in Cina? No, grazie. Sarebbe più giusto che venissero costruiti in Italia e più precisamente a Bairo. L’utilizzo dei mezzi ad energia pulita rientra nell’ambito della mobilità sostenibile (già adottati da alcune importanti città italiane) che ha lo scopo di ridurre l’emissione di polveri sottili, è stata valutata da Gruppo Torinese Trasporti e dal Comune di Torno con l’intenzione di acquistare i mezzi costruiti in Cina e già operanti da tempo sia a Pechino in Cina che in alcune importanti città italiane. Ma come? In Canavese opera la società Blue Car del gruppo francese Bollorè che produce a Bairo le auto elettriche e invece si pensa di acquistare i mezzi cinesi? Si chiede Claudio Chiarle, segretario della Fim-Cisl di Torino e Canavese.

Il sindacalista non ha peli sulla lingua: non solo rivendica il fatto che, grazie all’azione sindacale, è partito a Torino il Car Sharing denominato “Bluetorino” con il quale è possibile utilizzare automobili elettriche prodotte nello stabilimento ex Pininfarina di Bairo ma sarebbe opportuno e logico che i nuovi bus venissero prodotti in Canavese, dove esiste una professionalità che non ha nulla da invidiare a quella dei Paesi Orientali. “Ci domandiamo perché gli enti interessati e il Gruppo Torinese Trasporti (Gtt) non abbiano considerato la possibilità di lavorare con Blue Car anche con Blue anche per la realizzazione del bus elettrici”.

Il funzionario evidenzia, tra l’altro, che nello stabilimento di Bairo sono presenti tutte le condizioni necessarie per sviluppare e produrre oltre cento veicoli al giorno, senza contare il fatto che lo stabilimento inutilizzato di San Giorgio Canavese, potrebbe offrire la stessa capacità produttiva. “Non capiamo perchè prima di indire un bando di gara – continua Chiarle – non si creino le condizioni per fare sinergia industriale sul territorio, creando uno scambio permanente tra le esigenze degli enti locali e l’offerta industriale con le aziende presenti in Piemonte”. In sintesi: invece di creare occupazione e sostenere le aziende territoriali è lecito e logico rivolgersi al mercato orientale? Non bisogna dimenticare, ricorda il dirigente sindacale, che lo stabilimento di Bairo è parzialmente attivo grazie alla produzione delle auto elettriche mentre quello di San Giorgio Canavese è stato del tutto svuotato ed è attualmente in disuso.

“Abbiamo anche un bacino occupazionale ben individuato nei circa 600 ex lavoratori De Tomaso a cui sta cessando definitivamente l’ammortizzatore sociale – conclude Claudio Chiarle -.  I bus elettrici sono un’opportunità per dare risposte al territorio e all’occupazione gli Enti Locali e GTT costruiscano le condizioni per cogliere le opportunità industriali che abbiamo in casa”.

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