Il bimbo di Leinì è stato colpito da meningite batterica. Profilassi per 13 adulti e 30 bambini

Leinì

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07/06/2017

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L'azienda sanitaria ha attivato l’indagine epidemiologica per identificare i conviventi e i contatti stretti nel periodo di 10 giorni precedenti l’ultimo contatto con il bimbo a partire dalla data della diagnosi

Questa mattina, mercoledì 7 giugno, è stata confermata al Direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) dell’Asl To4, a dottoressa Maria Pia Alibrandi, la diagnosi di sepsi da meningococco per il bimbo di 10 anni residente in frazione Tedeschi a Leinì, ricoverato all’Ospedale Regina Margherita di Torino. Non è ancora disponibile la tipizzazione del meningococco interessato.

In ogni caso, già ieri, in presenza del solo sospetto, il Sisp dell’Asl To4 ha applicato i protocolli di profilassi previsti. E’ stata immediatamente attivata l’indagine epidemiologica per identificare i conviventi e i contatti stretti nel periodo di 10 giorni precedenti l’ultimo contatto con il bimbo a partire dalla data della diagnosi. A tutti costoro è stata somministrata la profilassi antibiotica, che ha, quindi, interessato i contatti strettamente scolastici (7 adulti tra insegnanti e collaboratori scolastici e 18 bambini compagni di classe) e i contatti stretti dell’ambiente di vita che non erano stati sottoposti a profilassi presso l’Ospedale Regina Margherita (l’Asl To4 ha proceduto per 6 adulti e 21 bambini). Tutti i conviventi e i contatti stretti del bimbo sono stati identificati e sottoposti a misure di profilassi.

I 10 giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia; qualora al momento dell’identificazione dei contatti fossero già trascorsi 10 giorni dall’ultimo contatto, gli individui esposti non sono considerati a rischio. La profilassi consiste nella somministrazione di 1 compressa di ciprofloxacina da 500 mg per gli adulti, mentre per i bambini e i minori di 18 anni si utilizza la rifampicina in relazione al peso. Il contatto occasionale o regolare, ma non ravvicinato e prolungato con l’ammalato, non è considerato un fattore di rischio e dunque in tali casi non vi è motivazione alla somministrazione della profilassi antibiotica.

Si sottolinea che i casi di meningite batterica sono comunque casi di estrema rarità. I dati regionali sulle malattie invasive da meningococco in Piemonte mostrano, a partire dal 2008, una riduzione significativa dei casi. Nel 2016, l’incidenza è stata di 15 casi, pari a 0,3 casi per 100.000 abitanti, dato in linea con quello registrato a livello nazionale.

 

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