Bertot: “Rostagno? Gestisce, non governa”. Il sindaco: “Facile parlare. Ha lasciato solo debiti”

Rivarolo Canavese

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18/08/2016

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Le vicende relative all'ex Consorzio Asa e all'ex Rivarolo Futura, non consentono all'attuale amministrazione di poter effettuare investimenti di un certo rilievo. La polemica continua

Dal 2012, ossia da quando il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Rosanna Cancellieri aveva decretato lo scioglimento del Consiglio comunale di Rivarolo ai sensi della vigente normativa antimafia, l’ex sindaco Fabrizio Bertot si è tenuto lontano dalla politica cittadina, preferendo dare vita a una Fondazione, la Kian, che si occupa di progetti europei, finanziamenti, internazionalizzazione e realizzazione di progetti in particolar modo in Russia e nei Paesi dell’Est.

In Canavese vive, ha famiglia e lavora alla Stamet, l’azienda di Feletto della quale è titolare. Per il resto è un viaggiare continuo. All’indomani della sentenza della Corte di Cassazione che ha derubricato il reato di voto di scambio per l’ex segretario comunale Antonino Battaglia (per questo reato era stato condannato a tre anni in secondo grado) al molto meno grave reato elettorale, Fabrizio Bertot ha voluto togliersi un sassolino della scarpa, facendo stampare e affiggere in mezzo Canavese, centinaia di manifesti che recitano: “Rivarolo non doveva essere commissariata. Per l’ex ministro Cancellieri è stato facile combattere la mafia…dove non c’è, non c’è stata e, per quel che mi riguarda, non ci sarà mai!”.

L’affissione del manifesto ha suscitato la pronta reazione del presidio di Libera “Ioculano” di Cuorgnè che aveva contestato a Fabrizio Bertot il fatto che l’operazione e il relativo processo Minotauro hanno dimostrato inconfutabilmente che la mafia in Canavese esiste. “Sta di fatto che né io e nessuno dei miei assessori è stato indagato dopo lo scioglimento del Consiglio e il relativo commissariamento e che la sentenza della Cassazione parla chiaro” afferma. Da ex primo cittadino a cittadino. Fabrizio Bertot dichiara di non voler polemizzare. Di chiarimenti su uno scioglimento del Consiglio comunale ritenuto ingiusto sì parla volentieri, ma per il resto preferisce dedicarsi alla politica transnazionale. Ma Rivarolo a distanza di tre anni, come è cambiata? “Mi pare che la giunta Rostagno sia gestendo più che governando – spiega -. Governare, a mio parere, vuol dire sviluppare e dare vita a progetti. Di nuovo non vedo nulla. Sono state inaugurate le scuole elementari iniziate dalla mia amministrazione ed è un progetto ancora da completare e poi mancano anche le scuole medie. Non voglio minimamente polemizzare, sia chiaro. Parlo di impressioni che ho. Nulla di più”.

La risposta del sindaco di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno, arriva a stretto giro di posta. Ed è una risposta secca. “E’ naturale che siamo gestendo. Non possiamo fare altro dopo che l’ex sindaco Fabrizio Bertot e la sia amministrazione ci hanno lasciato un’eredità pesantissima che non ci consente di investire un solo centesimo – afferma il sindaco Alberto Rostagno-. Non entro nel merito del commissariamento. Stiamo parlando di un oltre un milione di euro che Rivarolo Futura, ex partecipata del Comune di Rivarolo deve a Unicredit Leasing, relativo alle spese sostenute per realizzare il teatro e lo spazio espositivo dell’ex Vallesusa. Non parliamo poi dell’Asa. In tutto sul comune pesa un debito di oltre tre milioni di euro. E che dire della centrale a biomassa e del teleriscaldamento? Tutte problematiche che da due anni stiamo fronteggiando nel migliore dei modi. Allo stato attuale delle cose non è possibile investire in nuove opere neanche un centesimo. Tutti i nostri sforzi sono concentrati nell’accantonare i fondi necessari per far fronte ai debiti contratti dalla precedente amministrazione e dall’ex sindaco che ci accusa di non avere progettualità e che ha invece procurato gravi danni ad un intero territorio”.

“Rivarolo Futura, oggi in liquidazione aveva stipulato un contratto finanziario con l’Unicredit che è stato disdetto dalla società finanziaria nel 2009 perché l’amministrazione non aveva pagato i canoni previsti – precisa l’assessore all’Urbanistica Francesco Diemoz -. E’ come se io comprassi una Mercedes e non pagassi già la prima rata. Il vero problema è costituito anche dal fatto che i milioni di debiti che gravano sul Comune saranno i contribuenti a doverli pagare. Come possiamo progettare in questa situazione? Le idee non ci mancano di certo. E’ grazie all’amministrazione Bertot che al momento non possiamo realizzarle”.

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