Belmonte: la Regione dà l’inizio alla mobilitazione per salvare il Sacro Monte da abbandono e degrado

Belmonte

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06/08/2017

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A breve l'assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi incontrerà i proprietari del Sacro Monte. La Regione Piemonte pensa a un intervento diretto

Non si lascerà nulla d’intentato per fare in modo che il Sacro Monte di Belmonte cada nell’oblio più assoluto. E in questo contesto la Regione Piemonte è pronta a fare la sua parte per trovare una soluzione concreta che possa salvare questo simbolo tutto canavesano di devozione e arte che l’Unesco ha dichiarato nel 1197 Patrimonio dell’Umanità. A convincere i sindaci a lanciare un accorato grido d’allarme è stata la notizia che i frati francescani, che per decenni si sono occupati della gestione del convento e dei percorsi legati alla passione di Cristo, abbandoneranno già nel prossimo autunno il Sacro Monte a causa del mancato avvicendamento generazionale determinato dalla crisi di vocazione. I pochi frati rimasti hanno una certa età e non riescono a sopperire alle esigenze che una grande struttura artistico-religiosa come il Sacro Monte di Belmonte richiederebbe.

Antonella Parigi, assessore alla Cultura e Turismo della regione Piemonte ha raccolto l’appello de i sindaci che ha incontrato nei giorni scorsi e ha deciso di effettuare un sopralluogo per rendersi conto di persona dell’effettiva situazione. C’è da sottolineare che la struttura conventuale e le cappelle che sorgono lungo i sentieri devozionali, necessitano di interventi di consolidamento urgenti.

Poi sarà necessario un incontro con la proprietà perché, pur essendo patrimonio dell’Umanità, il Sacro Monte appartiene a dei privati. Soltanto in seguito sarà possibile valutare la portata dell’intervento economico che però non può avere quale protagonista soltanto la Regione. Il pericolo che il Sacro Monte possa rimanere abbandonato a se stesso è il tema di un servizio che andrà inonda nella giornata di domani, 7 agosto, nel Tg di Rai3.

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