Basta con le morti sul lavoro: innovazione e consapevolezza non lasciano spazi ad alibi

22/04/2018

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Le regole base della sicurezza sui luoghi di lavoro sono di una chiarezza assoluta e le misure di prevenzione e di vigilanza così come i mezzi di controllo e di allarme sono diventati efficaci e "facili"

Un recente fatto di cronaca mi fa riflettere che ogni morte sul lavoro, ogni menomazione subita mentre ci si guadagna il pane per sé e per i propri cari, è uno scandalo inaccettabile. Oggi giorno la nostra società è ormai giunta a un tale livello di progresso tecnico e di consapevolezza civile che nessuno può più pensare di poter spiegare e giustificare con la “fatalità” tragedie che capitano sul lavoro. Neanche la complessità delle normative può essere invocata come alibi.

Per quanto farraginoso e confuso possa apparire un sistema normativo, le regole base della sicurezza sui luoghi di lavoro sono di una chiarezza assoluta e le misure di prevenzione e di vigilanza così come i mezzi di controllo e di allarme sono diventati talmente efficaci e “facili” che nessuno può accampare scuse per ignorarle.

Ritengo le inutili montagne di carte periodicamente prodotte a giustificazione dell’incidente siano importanti ma non potranno mai mettere in pace le coscienze di coloro che ben possono garantire sicurezza a sé e agli altri in fabbrica, nei cantieri e ovunque. Penso che se vogliamo considerarci un “paese civile” non possiamo e non vogliamo rassegnarci all’idea che andare a lavorare per guadagnarsi la pagnotta per se e per la famiglia sia entrare in una guerra subdola, non dichiarata eppure troppe volte letale.

Purtroppo dopo l’emozione del momento spostiamo dalla nostra coscienza il tragico evento per cestinarlo nel lungo elenco dei morti dimenticati.

Impegniamoci a dire basta adesso ai morti sul lavoro altrimenti non ha senso festeggiare il primo maggio, la festa del lavoro.

(Giorgio Cortese)

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