Avvisi di garanzia a Favria, l’ex sindaco Giorgio Cortese: “Ho fiducia nel lavoro dei magistrati”

Favria

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16/07/2018

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"Ho la convinzione in tutta modestia come mio costume, di poter dimostrare che ho sempre agito nell’interesse esclusivo della Comunità di Favria che ho avuto l’onore di rappresentare, in particolare come sindaco all’epoca dei fatti"

L’ex sindaco di Favria Giorgio Cortese è una delle 53 persone indagate dalla procura in relazione alla più vasta inchiesta “Perseo” che ha portato all’arresto dell’imprenditore Pasquale Motta, attivo nella gestione di case di riposo, di ristorante e di altre attività. Pasquale Motta era, tra l’altro, anche a capo della società che aveva assunto la gestione della casa di riposo “Casa del Sole”. Giorgio Cortese, in un nota che volentieri pubblichiamo, esprime con pacatezzale sue condirazioni nei confronti dell’inchiesta che lo riguarda in qualità di indagato insieme ad altri ex amministratori, tecnici comunali e tre sindacalisti.

“Essendo stato sempre dell’opinione che dalle accuse penali ci si debba difendere in giudizio nel contraddittorio con l’accusa e con la massima fiducia in chi giudica, non entro nel merito delle accuse, peraltro, come detto, non ancora conosciute se non in modo generico e senza che io abbia potuto avere cognizione degli elementi a sostegno. Posso solo affermare che ho la massima fiducia nella Magistratura ed, in tutta modestia come mio costume, la convinzione di poter dimostrare che ho sempre agito nell’interesse esclusivo della Comunità di Favria che ho avuto l’onore di rappresentare, in particolare come sindaco all’epoca dei fatti».

Con riferimento alle notizie di stampa che mi indicano come indagato nel procedimento penale che ha ad oggetto anche La Casa del Sole di Favria, posso confermare che nel 2013 ho ricevuto un’informazione di garanzia quale indagato, ma che non ho mai avuto, allo stato, la possibilità di conoscere nello specifico gli addebiti che mi vengono contestati e quindi di non aver potuto esporre le mie difese di merito e tecniche.

Essendo stato sempre dell’opinione che dalle accuse penali ci si debba difendere in giudizio nel contraddittorio con l’accusa e con la massima fiducia in chi giudica, non entro nel merito delle accuse, peraltro, come detto, non ancora conosciute se non in modo generico e senza che io abbia potuto avere cognizione degli elementi a sostegno.
Posso solo affermare che ho la massima fiducia nella Magistratura ed, in tutta modestia come mio costume, la convinzione di poter dimostrare che ho sempre agito nell’interesse esclusivo della Comunità di Favria che ho avuto l’onore di rappresentare, in particolare come Sindaco all’epoca dei fatti”.
Giorgio Cortese

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