Asa, Waterloo dei comuni. Il tribunale ha deciso: dovranno pagare 37 milioni di euro

Rivarolo Canavese

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10/02/2016

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Quello maggiormente esposto è il Comune di Rivarolo che dovrà versare dai sette agli otto milioni di euro. Rostagno: "Dobbiamo pagare per le responsabilità altrui"

Una Waterloo. Un disastro finanziario annunciato ma non di queste proporzioni. I giudici del collegio arbitrale del Tribunale di Ivrea hanno finalmente deciso: gli enti locali soci dell’ex consorzio Asa sono stati condannati a  versare nelle esauste casse dell’azienda che gestiva per conto di 51 comuni la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, 37 milioni di euro. Non si tratta di una batosta. E’ peggio. Una sentenza sfavorevole per i comuni e per la Comunità Montana che rischia di mettere in ginocchio l’economia pubblica di un intero territorio ma che va oltre le più rosee speranze nutrite dal commissario straordinario Stefano Ambrosini che aveva chiesto agli ex soci 28 milioni di euro di ricapitalizzazione. Adesso Stefano Ambrosini può considerarsi soddisfatto e lo dichiara in un lapidario commento.

Quello di Rivarolo Canavese è il comune maggiormente esposto: la quota del 29,9% per cento detenuta lo costringerà a pagare quasi 8 milioni di euro.  “Potevo aspettarmi una sentenza negativa, ma non di queste proporzioni. Il nostro comune è il più esposto, dovrà sborsare qualcosa come 7/8 milioni di euro.  Sono in contatto con l’avvocato e con i sindaci dei 51 comuni per capire il dispositivo della sentenza e valutare quali strategie mettere in atto. A breve organizzerò un incontro congiunto con gli altri miei colleghi. Per l’incapacità e la superficialità di amministrazioni del passato, oggi i comuni e con essi i cittadini, pagano delle conseguenze gravissime per la stabilità di un intero territorio”.

Sulla sentenza i membri del collegio si sono espressi all’unanimità senza tentennamenti, respingendo in toto le eccezioni sollevate a sui tempo da tutti i soggetti interessati. In buona sostanza i socci avrebbero dovuto vigilare prima che si verificasse il fallimento e in questo modo avrebbero sperperato i soldi dei cittadini. Ad essere maggiormente amareggiati sono i sindaci subentrati a coloro che avevano deciso di aderire al consorzio e che non hanno nessuna responsabilità. L’intenzione, come ha già dichiarato Alberto Rostagno è quella di stabilire una linea comune per fronteggiare la situazione ed è facile immaginare che si dovrà ricorrere a lunga contrattazione con il commissario straordinario Ambrosini e alla inevitabile richiesta di rateizzazione. La più previdente, forse, è stata l’Amministrazione rivarolese che, per fronteggiare l’emergenza ha accantonato 4,5 milioni di euro.

“C’è una ragione ben precisa per cui i cittadini si saranno accorti che non abbiamo investito in questi due anni” commenta il vicensindaco e Assessore al Bilancio Edo Gaetano. Previdenti si, ma nessuno si attendeva di dover sborsare quasi il doppio del “tesoretto” accantonato. E adesso si pensa anche a un possibile intervento dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che aveva promesso alcuni giorni fa di fare in modo che le amministrazioni interessate dal fallimento Asa non andassero in default. Il resto della storia è ancora tutto da scrivere.

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