Alto Canavese, si può fare “sistema” solo se indipendenti dai diktat politici

Canavese

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27/07/2015

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Il fronte costituito dai sindaci indipendentisti si allarga sempre di più: la concertazione è possibile soltanto se non si impongono le scelte

Fare sistema in Alto Canavese è possibile? Esiste uno schema che si possa adattare alle esigenze di ognuno dei grandi comuni che fanno parte di una vasta area che comprende alcune decine di migliaia di abitanti?

Le polemiche innescate all’indomani delle elezioni del Consorzio Canavesano Ambiente, che gestisce la raccolta e lo smaltimento rifiuti di 51 centri abitati, hanno evidenziato che per poter fare sistema all’interno dell’Area Omogenea alla quale si appartiene nel più ampio contesto della Città Metropolitana occorrerebbe mettere in campo una strategia comune e condivisa. Una cosa è certa: il fronte indipendentista al quale appartengono molti dei sindaci non ha nessuna intenzione di vedersi imporre diktat dalle segreterie politiche soprattutto sui temi che vedono in gioco l’interesse collettivo. Le decisioni vanno discusse, concertate e condivise, sostengono con estrema chiarezza.

In caso contrario, e l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione lo conferma, saltano gli equilibri e trovare una visione comune di quello che dovrà essere il futuro prossimo dei servizi pubblici sarà quasi impossibile.

Il vero nodo da sciogliere con estrema chiarezza è quello dell’appartenenza politica. Quindi: una significativa rappresentanza dei sindaci è convinta che sia possibile fare sistema soltanto se saranno tutti disposti a muoversi e pensare al di fuori dagli schemi dettati dalla politica regionale e, soprattutto, dalle segreterie di partito. Indipendenza innanzi tutto: dalle vecchie logiche e dalle spinte egemoniche dei comuni più grandi rispetto a quelli minori. Se l’Alto Canavese vuole davvero contare all’interno dell’Area Metropolitana, la coalizione tra amministratori deve essere più ampia possibile. In caso contrario ognuno per sé e Dio per tutti…

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