Agliè: il Canavese non è adeguatamente rappresentato a livello nazionale

Agliè

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21/12/2015

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Il sindaco Marco Succio è convinto che soltanto la sinergia tra comuni possa costituire un vero punto di forza. Le "Tre Terre Canavesane" ne sono la dimostrazione

L’unione fa la forza. Il vecchio detto non solo è ancora valido, ma in questi momenti di vacche magre torna ad essere di scottante attualità. Marco Succio, 33 anni, giovane primo cittadino di Agliè, è fermamente convinto che i comuni del territorio debbano fare “sistema” o “lobby” che dir si voglia, per rilanciare l’economia territoriale. Un primo e valido tentativo è stato effettuato con la creazione delle “Tre terre canavesane”: una sinergica collaborazione compiuta con i comuni di San Giorgio Canavese e Castellamonte che ha prodotto nel recente passato eccellenti risultati.

Il “brand” è collaudato e il territorio canavesano, con la progressiva contrazione della presenza industriale e i tanti posti di lavoro persi, necessita di un rilancio d’immagine che attiri il turismo di qualità. Quello, per intenderci che sa apprezzare tutta l’eccellenza che il Canavese è in grado di esprimere: dai prodotti artigiani a quelli eno-gastronomici, ai beni culturali, ai castelli, agli artisti che in questa terra hanno operato e che continuano a creare arte. “Possiamo contare su un’ottima intesa e collaborazione con la Città Metropolitana attraverso il vicesindaco Alberto Avetta che conosce molto bene il territorio e tutte le sue pecularietà – spiega Marco Succio -. E’ chiaro che, purtroppo, la Città Metropolitana che ha sostituito l’ex provincia di Torino, è in fondo l’ente locale più povero e che quindi, dispone, di limitate risorse. Scontiamo, in qualche modo, la debolezza di questo territorio nella rappresentanza a livello nazionale”. Il primo cittadino è giovane ma non sprovveduto. Il comune che amministra è di piccole dimensioni ma può contare su tesori monumentali, artistici e culturali di grande rilevanza. Il fatto che il mistero per i Beni Culturali non abbia stanziato per quest’anno i fondi richiesti per celebrare il centenario della morte del grande poeta crepuscolare Guido Gozzano è un boccone amaro da ingoiare, ma Marco Succio non ha nessuna intenzione di desistere.

“A gennaio parteciperemo ai nuovi bandi relativi agli stanziamenti per il prossimo anno – conferma -. Faremo in modo, in stretta collaborazione con la città Metropolitana, di celebrare degnamente il poeta che qui ha scritto alcune delle sue opere migliori”. L’intenzione è quella di ricorrere anche all’aiuto finanziario delle Fondazioni bancarie e agli sponsor privati: in ogni caso la collaborazione con Torino, la città dove Guido Gozzano è nato, con il salone del Libro, il Circolo dei lettori subalpino, e le sorelle Conrieri, che hanno istituito un museo dedicato al poeta all’interno di Villa Meleto che è oggi di loro proprietà, costituisce un primo, promettente, inizio. Da gennaio 2016 in poi si vedrà…

 

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