Aggressione notturna in ospedale a Chivasso: infermiera molestata a fine turno da due uomini

Chivasso

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18/08/2017

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Si tratta del terzo episodio in pochi mesi. In una dura nota il responsabile della Cgil-Funzione Pubblica denuncia lo stato di disagio del personale dovuto alla mancanza di una sorveglianza adeguata

In gioco c’è la sicurezza dei pazienti ma soprattutto quella del personale sanitario: l’ospedale di Chivasso è stato teatro di un’aggressione, la terza in pochi mesi. L’episodio di tentata violenza ha avuto luogo nella serata di mercoledì 16 agosto intorno a mezzanotte un’infermiera è stata aggredita da due uomini al termine del turno di lavoro mentre stava attraversando il cortile interno dell’ospedale per raggiungere il parcheggio doveva aveva lasciato l’auto.

La donna è stata avvicinata, dopo aver bollato, da due uomini nel tratto di percorso compreso tra le camere mortuarie e l’ala dell’ospedale dove lavora, a due passi da parcheggio esterno. I due malintenzionati dapprima le hanno chiesto dei soldi, poi l’hanno spinta contro il muro e l’hanno molestata pesantemente. L’infermiera, terrorizzata, ha iniziato a urlare per chiedere aiuto: l’istinto le ha salvato la vita perchè i due malviventi si sono spaventati e sono fuggiti. Sulla delicata e annosa questione della sicurezza negli ospedali dell’Asl To4 interviene la Cgil che chiede con forza che la direzione generale assuma provvedimenti urgenti per garantire la sicurezza e l’incolumità fisica del personale ospedaliero.

In una nota indirizzata alla direzione generale dell’azienda sanitaria, Luciano Perno, responsabile della Cgil-Funzione Pubblica sottolinea che si tratta del terzo episodio verificatosi in pochi mesi. “L’ultimo, il più grave, quando una donna era stata aggredita e e violentata nel corridoio che porta alla radiologia, lo stesso corridoio che ogni notte è stato è diventato il ricovero di ubriachi e senza tetto. L’accesso è praticamente libero, sia dalle camere mortuarie sia dall’ingresso storico.

Ancora una volta – prosegue Luciano Perno -, ci troviamo a raccontare e denunciare episodi in cui i colleghi, armati solo di competenza, serietà e professionalità, si scontrano con chi conosce soltanto il linguaggio della violenza. Non vogliamo situazioni campione. Finora l’apertura del tavolo di crisi non riesce a garantire la sicurezza dei lavoratori”.

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