Addio ai 14 milioni per la bonifica dell’ex amiantifera di Balangero. Il governo dimentica il Piemonte

18/02/2020

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L'assessore regionale all'Ambiente Marnati invita i parlamentari a far sentire la loro voce. Il consigliere canavesano Claudio Leone : "Il Piemonte è la Regione maggiormente colpita dai tumori causati dall'amianto"

L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme sulla mancanza di fondi dello Stato per la bonifica dei siti piemontesi contaminati dall’amianto.  Innanzitutto, rischia di fermarsi la messa in sicurezza dell’ex Amiantifera di Balangero: alla Regione Piemonte mancano 14 milioni di euro, stanziati dallo Stato nel 2015 e mai arrivati nonostante le decine di sollecitazione inviate nel frattempo, per proseguire le opere in programma.

A questa situazione, si aggiunge la ripartizione prospettata dal Piano nazionale di bonifica dall’amianto degli edifici pubblici, pubblicata nei giorni scorsi dal Governo: il Piemonte è il fanalino di coda con 1,1 milioni assegnati su 358 milioni complessivi, nonostante sul suo territorio siano presenti 5 siti contaminati classificati di interesse nazionale tra cui Balangero, Casale Monferrato, Serravalle e Pieve Vergonte e la Val Bormida La Regione, dal canto suo, ha stanziato 1,2 milioni per tre anni.

L’assessore ha pertanto deciso di chiedere l’intervento di tutti i parlamentari piemontesi per ottenere dal Governo la revisione della ripartizione e l’immediata assegnazione dei 14 milioni per Balangero.
“L’Amiantifera di Balangero è uno dei luoghi simbolo della tragedia dell’amianto in Italia – commenta il consigliere regionale della Lega Claudio Leone -, ma anche un luogo simbolo della storia del minerale oggi ormai risaputamente cancerogeno. Fu la più grande cava di amianto d’Europa e una tra le prime al mondo, e sentire che oggi il Governo fa orecchie da mercante sulla messa in sicurezza di un Sito di bonifica di Interesse Nazionale, così identificato con la legge 426 del 1998, è assurdo.

Mi unisco all’appello accorato dell’Assessore – ha concluso il canavesano Claudio Leone -. Facciamo sentire la nostra voce di piemontesi anche per non dimenticare che le zone da bonificare registrano il più alto numero di morti causati da mesoteliomi, i tumori associati all’inalazione di fibre di amianto”.

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