Albiano d’Ivrea: dopo 20 anni di lotte cala il sipario su “Mediapolis”, il grande parco di divertimenti

Albiano

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28/07/2018

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La società che intendeva costruire il mega impianto è fallita e i terreni sono stati acquistati da un agricoltore. Il Fai: "Non c'è storia. Avrebbe impoverito tutto il Canavese"

La costruzione della città del divertimento denominata “Mediapolis” che doveva sorgere ad Albiano d’Ivrea è tramontata del tutto: i terreni che avrebbero dovuto ospitare la mega struttura sono ristonati alla destinazione iniziale che è quella agricola. Dopo vent’anni di battaglie che hanno duramente contrapposto gli ambinetalisti e i vertici della società che intendeva costruire il più grande parco di divertimenti del Nord Ovest, nel cuore dell’anfiteatro morenico. Due i fattori che hanno determinato il fallimento del progetto iniziale: il fallimento della società immobiliare e l’acquisto dei terreni oggetto del contendere che dovevano ospitare i centri commerciali, da parte dell’agricoltore Roberto Bagnod.

Il primo a fornire la notizia ufficiale è stato il Fai, il Fondo per l’Ambiente, che nella battaglia contro la “Gardaland” del Piemonte era stato in prima linea insieme Italia Nostra, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Torino e Wwf Piemonte. I terreni acquistati saranno destinati a pascoli e coltivazioni. L’opposizione del Fai, proprietario del castello dove visse l’abate Tommaso Valperga Caluso, ha sempre sostenuto che quel terreno è decisamente fragile dal punto di vista idrogeologico a causa delle frequenti esondazione della Dora Baltea.

Il progetto relativo alla realizzazione di “Mediapolis” risale all’ormai lontano 1997. Nei mesi scorsi, dopo il fallimento della società, i terreni erano stati messi all’asta. Soddisfatto il Fai il quale rimarca, per l’ennesima volta, che la realizzazione del mega progetto avrebbe non solo impoverito il canavese ma avrebbe avuto un impatto devastante sull’ambiente in una zona in cui l’equilibrio idro-geologico è particolarmente delicato.

Dov'è successo?

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