Bollengo: malviventi tentano una rapina e picchiano le vittime che finiscono in ospedale

Ivrea

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27/12/2017

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A far desistere i rapinatori è stato il nipote di Mario Ugo che è fuggito per dare l'allarme. L'uomo e l'anziana madre trasportati in pronto soccorso. Lo scioccante racconto pubblicato su Facebook

Il racconto, scioccante, è stato pubblicato da Mario Ugo in un post su Facebook: è la cronaca vissuta in prima persona di una tentata rapina violenta che ha ha avuto luogo nella prima serata dell’antivigilia di Natale a Bollengo. Progonisti della disavventura sono stati Mario Ugo, figlio di Franco Ugo, l’imprenditore eporediese che ha ha fondato la Cts (l’azienda informatica che fa parte del Gruppo Arca), ex vice sindaco del paese e l’anziana madre di 78 anni.

Quando i rapinatori sono entrati in casa, stando al racconto di Mario Ugo, l’uomo stava facendo la doccia. Ad un certo punto la sua attenzione è richiamata dalla urla della madre. Allarmato l’uomo scende in salotto e trova due uomini con il viso coperto che strattonano violentemente la donna. Mario Ugo non è intenzionato a subire passivamente la violenza e reagisce. Segue una colluttazione tra lui e uno dei banditi che lo minaccia con un cacciavite.

Mario Ugo riporta una ferita alla fronte e grida alla madre di consegnare ai banditi il contenuto del suo portafoglio, l’unico denaro contante presente nell’abitazione. La donna obbedisce, ma in quel momento in casa fa il suo ingresso il nipote di Mario: il giovane comprende quello che sta succedendo e fugge per dare l’allarme. I rapinatori tentano di inseguirlo, ma inutilmente. Vista la mala parata i due rapinatori fuggono a gambe levate. Mario Ugo viene trasportato dal personale sanitario del 118 all’ospedale di Ivrea, dove viene medicato e dove rilascia la sua deposizione ai carabinieri.

Nel post Mario Ugo racconta con comprensibile amarezza della paura provata, della violenza non solo fisica ma anche psicologica e della constatazione che non si è sicuri neanche tra le mura della propria abitazione. L’uomo è stato dimesso dall’ospedale con una prognosi di 10 giorni.

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