Rivarolo: no a nuovi profughi. Il sindaco: “Dovevano arrivarne venti ma ci siamo opposti”

Rivarolo Canavese

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24/02/2017

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L'amministrazione comunale ha bloccato sul nascere l'iniziativa di un imprenditore. Il primo cittadino: sulla sicurezza può intervenire soltanto la prefettura

Il tema “scottante” dei profughi alla fine è stato affrontato nel corso del consiglio comunale di Rivarolo Canavese che si è protratto fino a mezzanotte: l’interrogazione a risposta orale presentata da Aldo Raimondo, capogruppo della gruppo d’opposizione “Riparolium” non ha acceso gli animi come era stato preannunciato, ma ha avuto il pregio di fare finalmente un po’ di chiarezza sulla presenza dei richiedenti asilo sul territorio comunale. Nell’interrogazione a risposta orale Aldo Raimondo ha puntato il dito sul tema della sicurezza, sostenendo che la percezione dei cittadini non è delle più positive dato che i giovani richiedenti asilo “hanno letteralmente occupato il parco del castello Malgrà, bruciano stracci e si picchiano. A tutt’oggi in una struttura che può ospitare 60 persone ne sono stipate 128”.

Che in città esista un diffuso malessere lo ha confermato anche il consigliere Martino Zucco Chinà che ha sottolineato come, oltre ogni evidenza, ciò che l’amministrazione ha proposto come attività di volontariato non basta. “E’ una questione culturale più che di numeri – ha sottolineato l’esponente di Riparolium -. Occorrerebbero altre proposte che però non vediamo”. Dal canto suo il sindaco Alberto Rostagno ha risposto precisando che non sono previsti nuovi arrivi di richiedenti asilo in città perché l’amministrazione comunale si è opposta alla richiesta, avanzata nello scorso mese di dicembre, da un imprenditore che aveva intenzione di partecipare al bando della prefettura di Torino e portare in città altri venti profughi.

“Alla richiesta formulata dalla prefettura se eravamo disponibili ad accogliere i nuovi arrivi abbiamo risposto di no e i profughi sono stati dirottati altrove” ha detto Alberto Rostagno. Questa la cronistoria ripercorsa dal primo cittadino: nel 2011 un imprenditore locale aveva partecipato a un bando indetto dalla prefettura confermando la disponibilità dei locali dell’hotel Europa (dove sono attualmente domiciliati i migranti). Da 46 il numero dei profughi è passato a 101 da quando la gestione è stata affidata alla cooperativa “L’isola di Ariel”. In questo contesto c’è da considerare anche il fatto che 27 profughi che risultavano domiciliati a Rivarolo si sono allontanati dalla struttura.

“Per quanto invece concerne i controlli, nello scorso mese di novembre, alcuni ispettori prefettizi hanno visitato l’hotel Europa e non hanno riscontrato nessuna anomalia” ha rivelato Rostagno. Ma c’è di più: il sindaco, che come ha sottolineato il consigliere d’opposizione Aldo Raimondo è la massima autorità di pubblica sicurezza nel comune, non può effettuare di sua iniziativa alcun controllo e neanche possono farlo i carabinieri. L’unica istituzione che può intervenire in tema di sicurezza è unicamente la prefettura. Il che non è certo incoraggiante.

IL SIPARIETTO SU SICUREZZA E  MIGRANTI

Che il tema della sicurezza legata alla presenza dei migranti sia particolarmente sentito, lo dimostra il fatto che, al termine della lettura dell’interrogazione presentata da “Riparolium”, il presidente del consiglio comunale Domenico Rosboch si è rivolto al sindaco Alberto Rostagno chiedendogli: “Ma ci sono state denunce? O segnalazioni di cittadini riguardo alla sicurezza?”

Pronta la replica del consigliere Aldo Raimondo: “Presidente, guardi che questa è la mia interrogazione, non la sua”.

Alla replica del consigliere, Rosboch ha precisato: “Era soltanto per avere maggiori delucidazioni”.

“E allora si faccia una sua interrogazione e non usi la mia” ha sbottato il capogruppo di “Riparolium”.

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