Burolo, cinghiale si rifugia nel balcone di una casa. Il sindaco lo uccide con la doppietta

Burolo

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01/12/2016

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A telefonare al primo cittadino era stata una donna spaventata dalla presenza dell'ungulato. L'amministratore, secondo la legge, ha agito correttamente

Quando ha ricevuto la chiamata il sindaco Franco Cominetto, primo cittadino aveva con sé il fucile: a telefonargli era una donna che lo aveva avvertito, in preda a un comprensibile spavento, che nel suo balcone di casa si aggirava un cinghiale di circa una quarantina di chilogrammi, forse rifugiatosi per sfuggire a una battuta di caccia. E’ accaduto a Burolo, paese della collina morenica eporediese nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 30 novembre. Cominetto è un esperto cacciatore. Dopo aver raggiunto l’abitazione dove l’ungulato aveva trovato rifugio: rendersi conto della situazione, imbracciare il fucile da caccia (regolarmente denunciato) e sparare, è stato l’affare di un momento. I proiettili hanno abbattuto il cinghiale.

Nel frattempo sul posto sono anche intervenuti i carabinieri. “Ho sparato per tutelare la sicurezza dei cittadini” ha dichiarato il sindaco agli uomini dell’Arma. Il codice penale, d’altro canto gli dà ragione: come massima autorità di pubblica sicurezza nel territorio che amministra, può decidere ed adottare provvedimenti urgenti. E uccidere un animale potenzialmente pericoloso, com’era il cinghiale rientrava in uno di questi casi. Oltretutto l’abitazione in questione si trova in un luogo abbastanza isolato e nessuno si trovava in quel luogo, tranne appunto la donna che aveva telefonato al sindaco e la figlia, che si erano barricate in casa.

I carabinieri si sono dovuti limitare a prendere atto dell’accaduto senza assumere provvedimenti nei confronti del primo cittadino cacciatore. Il problema dell’eccessiva proliferazione dei cinghiali è annoso: lo stesso sindaco Cominetto aveva sollecitato nel recente passato l’assunzione di provvedimenti che, però non stati assunti. Spesso gli ungulati si avvicinano al centro del paese, spinti dalla fame, creando problemi non di poco conto per la sicurezza pubblica.

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